22.Jul.2019

FarmacistaPiù. Intervista a Cossolo: “La nostra figura professionale sarà sempre più quella di consulente della salute”

Si avvicina la VI edizione del congresso dei farmacisti italiani. Una kermesse che vedrà protagoniste tutte le anime della categoria, i prossimi 4 e 5 ottobre al MiCo di Milano. Una due giorni nel corso della quale, i professionisti si confronteranno sulle sfide future alla luce della nuova governance sanitaria e della necessaria evoluzione della figura del farmacista. Saranno chiamati a discutere sulla presa in carico e la gestione efficace della cronicità, sull’innovazione scientifica, sull’integrazione necessaria per garantire omogeneità e sostenibilità al Servizio sanitario nazionale.
 
Ne abbiamo parlato con uno dei protagonisti, il presidente di Federfarma Marco Cossolo.
 
Dott. Cossolo, il 4 e 5 ottobre prossimi si svolge a Milano la sesta edizione di FarmacistaPiù che vede, per il secondo anno consecutivo, la partecipazione attiva di Federfarma. Una conferma, quindi, dell'unità della categoria?
Certamente. L’Unione fa la forza. Di questo l’attuale dirigenza di Federfarma è sempre stata convinta: solo attraverso la sinergia tra tutte le ‘anime’ della categoria – professionale, tecnica, culturale – si possono raggiungere risultati concreti utili a valorizzare sempre più il ruolo svolto dal farmacista e dalla farmacia sul territorio. Per questo sono onorato di far parte, per la seconda volta, del comitato scientifico di FarmacistaPiù, così come sono lieto che Federfarma possa partecipare all’organizzazione di questa importante manifestazione promossa da Fofi, Utifar e Fondazione Cannavò, che rappresenta un prezioso momento di confronto per i farmacisti.
 
Quali sono le questioni cruciali per la categoria, oggi?
I temi “caldi” del momento sono la farmacia dei servizi, la nuova remunerazione e, naturalmente, il rinnovo della Convenzione. Sul fronte della Farmacia dei servizi, dopo lo stanziamento dei 36 milioni di euro per la sperimentazione, si è da poco concluso il tavolo tecnico e siamo in attesa che il ministero diffonda il documento condiviso che ne è scaturito. A breve verrà poi riaperto, con una prima riunione convocata presso il ministero della Salute, il tavolo per la definizione di un nuovo modello di remunerazione della filiera distributiva del farmaco. Federfarma ha fortemente sollecitato la ripresa del confronto su questo importante tema e speriamo di poter concludere i lavori in tempi brevi. Riprende anche il Tavolo sul rinnovo della Convenzione, dopo il cambio del coordinamento della Sisac. Insomma, ci sono tutte le premesse per essere fiduciosi che vengano finalmente sciolti questi tre nodi fondamentali per il futuro della categoria.
 
Quali temi saranno affrontati nel corso di FarmacistaPiù?
I temi di questa edizione, intitolata “Conoscere, innovare, evolvere: strategie della professione per l’efficienza e la sostenibilità del sistema sanitario” sono molti. Si parlerà di sviluppo della professione, di innovazione scientifica, di presa in carico e gestione dei pazienti cronici. Ma anche dell’impatto delle liberalizzazioni sull’efficienza del sistema farmacia, così come delle soluzioni in termini di semplificazione e di integrazione necessarie ad assicurare l’omogeneità dell’assistenza farmaceutica sul territorio e, al contempo, la sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale.
 
Cosa auspica emerga da questa sesta edizione?
Grazie alle molteplici occasioni di dibattito che anche quest’anno FarmacistaPiù offre sui temi di maggiore interesse per la categoria, mi auguro che chi parteciperà ne esca con una maggiore consapevolezza sia dell’enorme valore che la nostra professione riveste per la comunità, sia della necessità che il farmacista ha di riappropriarsi del suo ruolo chiave nella società. Mi riferisco sia alla dispensazione del farmaco, perché il farmacista in farmacia deve poter dispensare tutti i farmaci SSN, sia all’aspetto del counselling, perché il farmacista del futuro sarà sempre più un consulente della salute, soprattutto per quanto riguarda la presa in carico del paziente cronico e l’aderenza alla terapia.

 

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