19.Mar.2021

Il ruolo dei farmacisti al centro della discussione sulla campagna vaccinale

Il vicepresidente della FOFI Luigi D’Ambrosio Lettieri è intervenuto a Sky Tg24 e ha esordito sui possibili riflessi nell’atteggiamento della popolazione verso le vaccinazioni. “Si sono registrate pochissime disdette delle prenotazioni, attorno al 7%” ha detto “a dimostrazione che gli italiani hanno capito la natura del provvedimento dell’EMA e che al vaccino ci si può accostare in sicurezza”.

Quanto alla campagna vaccinale, D’Ambrosio ha ribadito che è la chiave per risolvere tanto la grave emergenza sanitaria quanto quella, grave anch’essa, dell’economia italiana. “L’obiettivo posto dal piano vaccinale di raggiungere l’immunità di gregge, vaccinando l’80% degli italiani entro settembre, è fondamentale” e per raggiungerlo, oltre a forniture adeguate di vaccini che certamente arriveranno, occorrono anche siti vaccinali e vaccinatori in numero adeguato. In tema di siti vaccinali, ha sottolineato il vicepresidente della Federazione, “il Commissario straordinario, Generale Francesco Paolo Figliuolo, ha indicato con grande precisione le risorse da impiegare, un piano che mi lascia confortato”.

Quanto ai professionisti che praticheranno l’immunizzazione “per i farmacisti l’attività vaccinale era già prevista dalla Legge di Bilancio” ora occorrono indicazioni operative e requisiti tecnici per l’erogazione del servizio e a questo proposito va considerato che questi ultimi “non saranno molto differenti da quelli già a suo tempo richiesti per l’esecuzione deli tamponi antigenici, da tempo eseguiti anche nelle farmacie”.

“I farmacisti sono pronti a dare il loro contributo per affrontare questa emergenza, sulla base di un fattore fondamentale, la loro presenza capillare sul territorio” ha detto D’Ambrosio Lettieri. La discussione ha toccato poi il tema della formazione: “Anche per questo aspetto i farmacisti sono pronti. L’ISS aveva già definito un percorso formativo molto strutturato che è accessibile a tutti i professionisti della sanità abilitati alla vaccinazione contro il SARTS-CoV-2 e i nostri colleghi che lo hanno completato al momento sono circa 3000” senza contare gli altri eventi formativi sul tema delle vaccinazioni organizzati dalle società scientifiche espressione della professione. Infine, la questione dello scudo legale per gli operatori sanitari incaricati delle vaccinazioni: “E’ un principio di garanzia e di tutela perché non si può vivere nel terrore di un avviso di garanzia peraltro per colpe che non sono assolutamente addebitabili al vaccinatori. Comunque penso non si determinerà alcun tipo di problema: rassicuriamo i cittadini” ha concluso il vicepresidente della FOFI.

Anche l’intervento di Maurizio Pace al RaiNews24 si è aperto con il tema della formazione dei farmacisti vaccinatori: ”Il numero dei colleghi che hanno seguito e stanno seguendo il corso dell’ISS è destinato ad aumentare rapidamente, visto che via via tutte le Regioni stanno distribuendo le chiavi di accesso necessarie. Affronteremo compatti questo impegno, così come siamo sempre stati presenti fin dai primi giorni della pandemia per assistere i cittadini in ogni modo possibile”. Pace ha ricordato il ruolo svolto dai farmacisti già nella prima fase della campagna vaccinale “quando ci siamo adoperati per far sì che potessero registrarsi in farmacia le persone che avevano difficoltà ad accedere alle piattaforme informatiche di registrazione, in particolare gli anziani o chi non dispone a casa di un collegamento a internet adeguato”.

Per il segretario della FOFI, quindi, il passaggio al ruolo di vaccinatore è il completamento di un percorso e, ha sottolineato, “la fine di un’anomalia italiana, visto che la gran parte dei paesi europei vede la partecipazione dei farmacisti, in collaborazione con medici e infermieri, nell’immunizzazione dei cittadini”. Infine è stato interpellato sulla soddisfazione dei farmacisti e sul tema della responsabilità. “Siamo soddisfatti, anche alla luce dello spirito di servizio che contraddistingue da sempre la professione e della politica di evoluzione del nostro ruolo che perseguiamo da tempo. Quanto alla responsabilità, è evidente che anche il farmacista dovrà raccogliere il consenso informato di chi si vaccinerà, con la dichiarazione della presenza di eventuali patologie . Anche noi, quando siamo stati vaccinati come operatori sanitari, lo abbiamo sottoscritto: in nessun trattamento medico è possibile escludere completamente il rischio e di questo si deve essere consapevoli, ma nel caso dei vaccini è davvero bassissimo, mentre il beneficio è una certezza”.

 

Fonte: IlFarmacistaOnline

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