22.Jun.2020

Le proposte dei farmacisti italiani agli Stati Generali. Mandelli: “È necessario mettere in atto una profonda azione riformatrice del comparto farmaceutico”

Lo scoppio dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 ha ha evidenziato non solo la necessità di un rafforzamento dell’assistenza territoriale, ma anche le necessità di salute di pazienti non Covid, affetti da patologie croniche non solo oncologiche, e fragilità, per i quali è venuta meno la continuità terapeutica ed assistenziale e, di conseguenza, la prevenzione sia primaria che secondaria.

Una delle lezioni che ci proviene da questi mesi è dunque "l’esigenza di realizzare pienamente quel progetto di deospedalizzazione – da diversi anni prospettato come fondamentale, ma mai concretamente attuato – che comporta la valorizzazione delle professionalità sanitarie presenti sul territorio in grado, anche in ragione del vantaggio della prossimità, di prendere in carico il paziente e consentire la migliore gestione dello stesso".

Ne è convinta la Federazione Ordini Farmacisti Italiani che, ricordando come nella fase di piena emergenza i farmacisti abbiano retto "continuativamente con esemplare efficienza e competenza l’impatto dell’imponente domanda di una comunità impaurita e angosciata, che ha ricevuto dagli stessi risposte efficaci per l’accesso alle terapie farmacologiche e per fronteggiare, attraverso informazioni e consulenza professionale, le gravi difficoltà di giorni molto complicati", ha presentato al Governo un pacchetto di proposte articolate in 12 punti nel corso dell'ultima giornata degli Stati Generali istituiti dal premier Conte a Villa Pamphilj. 

La richiesta è quella di mettere in atto una profonda azione riformatrice del comparto farmaceutico, che possa portare ad un ammodernamento del sistema a beneficio della collettività.

Di seguito le proposte avanzate dalla Fofi al Governo.

1. La Farmacia dei servizi

L’arrivo della pandemia ha, purtroppo, determinato una brusca frenata della sperimentazione che era in fase di avvio. "Il farmacista e la farmacia di comunità non solo possono aggiungere al sistema il valore aggiunto della professionalità, ma possono anche offrire un fondamentale supporto per l’efficienza del Ssn, attraverso azioni capaci di migliorare i processi di cura, anche in termini di semplificazione. A titolo di esempio, sfruttando l’economia di scala insita nella presenza sul territorio e nell’assetto tecnologico delle farmacie, queste, nel contesto dello svolgimento dei servizi, possono assumere anche la funzione di snodo del sistema, mediante compiti di registrazione, classificazione, sportello Adi, etc., a tutto vantaggio della rete interprofessionale nel suo complesso e del singolo professionista in particolare".

"La presa in carico del paziente al fine del monitoraggio della terapia per la relativa aderenza alle cure rappresenta uno strumento con un duplice beneficio sia in termini di salute in quanto assicura una migliore risposta ai trattamenti farmacologici sia in termini economici in quanto determina economie per il Servizio Sanitario Nazionale".

La Fofi rimarca inoltre come, in diversi Stati del mondo (per citarne, alcuni, Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito), sia riconosciuta la figura del farmacista prescrittore, che, per patologie di minore impatto sulla salute dei pazienti, può prescrivere determinati medicinali, sempre nell’ambito di specifici protocolli definiti con i medici di riferimento. In tal senso, auspica un potenziamento del progetto della farmacia dei serviziattraverso il finanziamento di nuove specifiche risorse che possano finalmente consentire la sua concreta attuazione.

2. Cronicità

Le malattie croniche sono in progressiva crescita e costituiscono la prima causa di morte. "Le relazioni di prossimità del farmacista e il suo ruolo professionale gli permettono di instaurare un rapporto di fiducia con i pazienti abituali e di svolgere una funzione potenzialmente attiva nell’educazione, informazione e assistenza personalizzata - sottolinea la Fofi -. In particolare, le farmacie possono conseguire significativi obiettivi in termini di prevenzione primaria e secondaria nel rispetto di protocolli condivisi con il team specialistico e il Mmg/Pls, anche per quel che riguarda l’aderenza ai trattamenti a lungo termine".

3. Distribuzione diretta e distribuzione per conto 

La Federazione degli Ordini ritiene imprescindibile garantire la centralità del paziente ed il diritto alla salute e, con l’occasione del dibattito in corso sulla riforma per potenziare la medicina territoriale, che focalizzi l’ospedale solo per gli acuti e affidi la gestione della cronicità al territorio, chiede di superare le criticità legate alla centralizzazione della distribuzione ospedaliera, ricorrendo anche per queste patologie alle farmacie di comunità.

La disomogeneità attualmente esistente nel canale distributivo tra regioni, infatti, determina disuguaglianza di trattamento, mettendo ancora più in evidenza i problemi legati alla diversità delle politiche regionali". La proposta è, dunque, quella di prevedere la distribuzione dei farmaci distribuiti direttamente dalle strutture ospedaliere e dalle Asl per il tramite delle farmacie di comunità secondo condizioni, modalità di remunerazione e criteri stabiliti nei vigenti accordi convenzionali locali stipulati con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie.

4. Farmaci innovativi e distribuzione per conto e revisione del sistema di remunerazione

Allo stato attuale, anche tutti i farmaci innovativi sono in distribuzione diretta da parte delle Asl. 

"Sarebbe necessario, dunque, prevedere la dispensazione di tali farmaci nella farmacia di comunità, canale di distribuzione adeguatamente controllato capace di garantire una notevole sicurezza nella gestione del farmaco e delle terapie, rendendo omogeneo a livello nazionale i criteri e le modalità di remunerazione e consentendo una distribuzione più capillare dei suddetti medicinali su tutto il territorio nazionale e, pertanto, un accesso più ampio alle cure da parte dei pazienti. Si richiede, pertanto, l’attuazione di una costante attività di revisione dei Pht, al fine di consentire un trasferimento in distribuzione per conto dei medicinali che, in condizioni di sicurezza, possono essere gestiti direttamente e in modo più efficiente sul territorio".

Contestualmente, si evidenzia la necessità di procedere ad una riforma del sistema di remunerazione, che "valorizzi la professionalità del farmacista e le prestazioni dallo stesso rese, con il supermento del meccanismo legato alla percentuale sul prezzo dei medicinali".

5. Digitalizzazione: fascicolo sanitario elettronico (FSE) e dossier farmaceutico

L’emergenza sanitaria ha evidenziato, altresì, l’importanza della digitalizzazione in sanità. "In un momento nel quale è stato necessario limitare la libertà degli spostamenti delle persone, le nuove tecnologie hanno rappresentato uno strumento fondamentale per assicurare le cure sanitarie sul territorio".

"Nell’ambito della digitalizzazione dei servizi sanitari ed allo scopo di favorire il processo di integrazione e lo scambio di informazioni tra i professionisti della salute è, pertanto, necessario implementare tale importante strumento operativo, consentendo anche al farmacista, soggetto abilitato alla consultazione e alimentazione del FSE, l’accesso ai dati clinici del paziente. Le farmacie di comunità sono strutture già fortemente digitalizzate, in grado di potenziare i propri strumenti e metterli a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e dei pazienti".

6. Valorizzazione delle competenze del farmacista ospedaliero

La Federazione degli Ordini ritiene fondamentale valorizzare il ruolo del farmacista nella prevenzione e nella risoluzione delle problematiche connesse agli errori in terapia, al rischio clinico e alla sicurezza dei pazienti. "La specializzazione dei farmacisti ospedalieri e territoriali ed il loro patrimonio di conoscenze culturali e di competenze professionali possono e devono trovare una adeguata valorizzazione in ambito clinico, attraverso l’istituzione del farmacista di dipartimento ed il potenziamento dell’attività di corsia e di governo del rischio clinico, con effetti positivi per il miglioramento della qualità delle prestazioni, per la riduzione degli errori terapeutici e per il contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera".

"Diversi studi hanno dimostrato che il farmacista, con la propria presenza direttamente nei reparti ospedalieri, sarebbe in grado di ridurre notevolmente, fino a dimezzarli, gli errori legati alle terapie farmacologiche somministrate ai pazienti ricoverati". 

7. Vaccinazioni in farmacia

Le farmacie, in ragione della loro funzione di presidi sanitari polifunzionali del territorio, nell'ambito del progetto della Farmacia dei servizi, possono svolgere il ruolo di siti vaccinali permanenti, "previa disponibilità di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e con la presenza di medici, secondo modalità e specifici accordi da stabilire con apposita disciplina".

L’introduzione di una previsione di tal genere "ridurrebbe significativamente i tempi necessari alla somministrazione del vaccino e consentirebbe una più estesa e agevole copertura vaccinale della popolazione, grazie anche alla capillare distribuzione delle farmacie sull'intero territorio nazionale, ivi comprese le aree rurali e periferiche che sono prevalentemente sguarnite di presidi sanitari".

8. Convenzione Nazionale Farmaceutica

La vigente convenzione fra le farmacie ed il Servizio Sanitario Nazionale, recepita con il Dpr 371/98, è stata concepita in un sistema che vedeva ancora l’attività del farmacista limitata alla dispensazione dei farmaci e che non contemplava tutte le recenti innovazioni normative, strutturali ed organizzative ad oggi intervenute. La trasformazione della farmacia in un moderno presidio sanitario polifunzionale ed il vasto campo d’azione acquisito dal farmacista, "impongono con urgenza il rinnovo della convenzione".

"La convenzione farmaceutica nazionale dovrà definire anzitutto i criteri generali e i principi per l’erogazione dei servizi in regime di Ssn, nonché individuare specifici fondi per consentire l’avvio dei nuovi servizi ed un’adeguata remunerazione per i farmacisti. Solo in tal modo è possibile dare attuazione concreta e reale alla farmacia dei servizi".

9. Rinnovo del contratto collettivo per i dipendenti delle farmacie private e parafarmacie

Viene definita come "estremamente preoccupante" la situazione di disagio lamentata dai farmacisti collaboratori che sempre più spesso rappresentano il loro disappunto per l’interruzione delle trattative sindacali, sia per quanto concerne la parte economica, sia per quanto concerne la parte giuridica, per il rinnovo del contratto nazionale scaduto dal 31 gennaio 2013.

"Indubbiamente, una riforma del sistema di remunerazione con il rinnovo della Convenzione farmaceutica agevolerebbe le trattative anche per il rinnovo del Ccnl dei dipendenti delle farmacie private. Rimane anche aperta la questione riguardante le parafarmacie".

10. Trattamento economico specializzandi

La Fofi chiede di equiparare lo status contrattuale ed economico dei laureati in farmacia che afferiscono alle scuole di specializzazione di area sanitaria a quello dei laureati in medicina e chirurgia. "Poiché la preparazione professionale per tutti i farmacisti specializzandi dell’area sanitaria presuppone un percorso formativo di livello elevato, per gli stessi non può non essere previsto un trattamento economico e contrattuale analogo a quello riser-vato ai medici specializzandi".

11. Riforma del corso di studi universitario e della disciplina dell’esame di Stato

A  fronte di tale crisi occupazionale, si sta assistendo ad un cambiamento delle competenze richieste al professionista, in considerazione della nascita di un nuovo modello di farmacia. "Il farmacista è, quindi, chiamato ad offrire un insieme di servizi professionali, di cui la dispensazione del farmaco rappresenta solo una parte, che richiedono sempre maggiori competenze e conoscenze ed un costante aggiornamento professionale".

"In tal senso, è imprescindibile la previsione di percorsi formativi universitari adeguati per tali nuovi scenari, in quanto una formazione accademica di qualità e percorsi di specializzazione e aggiornamento professionale sono indispensabili e cruciali nel processo di modernizzazione della professione. Analogamente, si ritiene necessario ammodernare la disciplina dell’esame di Stato, che dovrà avere il compito di accertare il possesso di quelle conoscenze culturali e competenze necessarie allo svolgimento della professione nel mutato contesto sociale e sanitario".

12. Accesso a nuove prospettive occupazionali

L’ammodernamento dei percorsi universitari e la riforma della disciplina dell’esame di Stato aprirebbe, altresì, al farmacista la possibilità di:

- lavorare presso i laboratori privati di analisi cliniche e di elaborare diete salutari e curare la loro attuazione;

- operare presso le case di cura private con un elevato numero di posti letto, al fine di evitare che il farmaco, peraltro in quantità rilevanti, sia gestito da persone non qualificate;

- inserirsi professionalmente nelle strutture del Servizio sanitario nazionale preposte ai trattamenti dei pazienti tossicodi-pendenti o affetti da AIDS ed, in particolare, nei Servizi per le tossicodipendenze;

"Sarebbe, altresì, auspicabile prevedere l’istituzione del servizio farmaceutico negli istituti penitenziari, al fine di garantire un’adeguata assistenza farmaceutica anche in quelle strutture".

 

Allegati:

LE PROPOSTE

 

Fonte: IlFarmacistaOnline

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