18.Mar.2020

Coronavirus. Nuovi lutti tra i medici di famiglia. Scotti (Fimmg): “Dispositivi di protezione subito. O nelle zone a rischio l’unica soluzione sarà chiudere gli studi”

“Se non si provvede, in fretta, a rifornire i Medici di medicina generale di dispositivi di protezione adeguata chiederò ai colleghi nelle zone con condizioni epidemiologiche ad altissimo rischio, come Bergamo e Brescia, di chiudere gli studi, nel pieno rispetto della legge. Il Dpcm dell’ 8 marzo, lo ricordo, prevede espressamente che il personale sanitario debba attenersi alle appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Oms. Quindi in assenza dei dispositivi di protezione adeguati dispenseremo ai nostri pazienti solo i Lea previsti per la Medicina generale, ossia reperibilità telefonica, ricette on line e visite domiciliari solo se urgenti e solo se il medico è attrezzato. Ci vengano fornite le protezioni e allora daremo una mano a tutti i livelli”.

È amareggiato e anche molto arrabbiato Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg dopo l’annuncio della morte di due medici di medicina generale Mario Giovita ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo epicentro in questi giorni dell’emergenza coronavirus e Marcello Natali segretario della Fimmg di Lodi; 57 anni, era stato trasferito a Milano e ricoverato intubato in terapia intensiva per una grave polmonite bilaterale esercitava la sua attività di medico di famiglia nell’area di Codogno.

“In questo momento è difficile restare lucidi, tenere duro e andare avanti – ha detto Scotti – Mario Giovita avrebbe festeggiato il suo compleanno il prossimo 27 aprile, ed è alla sua famiglia che va il nostro più sincero abbraccio. E ora alla sua morte si è aggiunta anche quella del segretario di Lodi, Marcello Natali. Avevo sperato di ridere con lui sulla sua morte che era stata annunciata ieri e poi smentita subito dopo – ha aggiunto – lo avevo sperato, ma purtroppo stamattina Marcello amico di una vita di sindacato è morto. Vite che si sarebbero potute salvare se solo ci avessero dotato dei dispositivi di protezione individuale e anche collettiva. Strumenti da inserire subito nel setting del medico famiglia”. 

Scotti punta il dito contro quelle amministrazioni, politiche e sanitarie, che hanno abbandonato i medici della medicina generale al loro destino. 

“Esporre noi ad un così alto rischio di contagio - ricorda Scotti - significa anche mettere a repentaglio la salute dei cittadini più fragili, quelli che quotidianamente assistiamo sul territorio per fare in modo che possano gestire complessi quadri di cronicità”.

Scotti si chiede ancora una volta dove sia finito il rispetto dell’Articolo 32 della Costituzione. “Siamo noi medici la Repubblica di cui parla l’Art.32, siamo noi lo Stato, siamo noi le Regioni forti del nostro Titolo V, siamo noi i Direttori Generali che in questo momento non dovrebbero distinguere tra dipendenti e convenzionati? A quanto pare siamo abbandonati dalle Istituzioni, ma non siamo soli. Perché al nostro fianco si stanno schierando sindaci e cittadini”.

E la prima città a rispondere all’appello della Fimmg, che ha avviato una raccolta fondi on-line per acquistare dispositivi di protezione individuale, è stata Napoli. “Voglio ringraziare a mio nome e a nome di tutti i colleghi della medicina generale l’Onorevole Michela Rostan quale primo parlamentare della Repubblica che ha fatto una donazione a nostro favore ricordandola come nostra compagna di viaggio sempre presente per le aggressioni ai medici. Anche questa volta con un gesto tangibile ha voluto far valere questa sua vicinanza ai medici e in particolare ai medici di medicina generale lanciando il messaggio che la buona politica è attenta e risponde. Ringrazio anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris - dice Scotti - per aver sposato la raccolta fondi mostrando come il cuore di Napoli sia con la medicina generale e di fatto sostenendo quello che da napoletano ho ricordato come l’offerta di un caffè sospeso per il proprio medico di famiglia, per il medico di guardia medica e per gli operatori del 118, medici di strada potremmo dire che riceveranno grazie a quel caffè qualcosa che li proteggerà e proteggerà i cittadini che continueranno ad assistere. Spero che presto si aggiungano molti altri onorevoli, sindaci, consiglieri regionali, amministratori pubblici e privati”.

Intanto cresce la solidarietà degli italiani che stanno correndo in soccorso dei medici dando all’IBAN IT25S0200805085000102100585 intestato a FIMMG, indicando nella causale “Emergenza Covid-19 Acquisto Dpi”.

 

Fonte: IlFarmacistaOnline

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