Praticantato

 

Per svolgere determinate professioni è necessario essere iscritti ad un apposito Albo o Ordine professionale e, in generale, tale iscrizione richiede che sia stato svolto un periodo di pratica professionale e che si sia superato un esame.  

Ad esempio, sono soggetti all'iscrizione a un ordine professionale: Assistenti sociali, Avvocati e procuratori, Biologi, Consulenti del lavoro, Dottori commercialisti, Geometri, Giornalisti, Infermieri, Ingegneri ed architetti, Medici, Notai, Periti industriali, Psicologi, Ragionieri e periti commerciali, Veterinari. 

La pratica professionale consiste in un periodo di formazione sul lavoro nel quale il praticante è affiancato da un professionista già iscritto all'Albo o all'Ordine di riferimento. 

È, quindi, sia nella formazione altamente specialistica impartita dal dominus, sia nella differente finalità che nei diversi contenuti, che si giustifica l’essenziale gratuità del praticantato e che lo distingue da qualsiasi altra forma di collaborazione e dai rapporti a contenuto misto (formativo e di lavoro).  Tuttavia è sempre possibile riconoscere al praticante un compenso commisurato all’attività effettivamente svolta, sotto forma di rimborso spese o borsa di studio.

Ogni Ordine stabilisce le proprie modalità di praticantato e le caratteristiche dell'esame di accesso alla professione, pertanto si rimandano eventuali approfondimenti alla lettura delle normative specifiche.

 

Pratica professionale per farmacisti

Per quanto riguarda la professione di Farmacista, un tirocinio obbligatorio è all’interno del percorso di laurea quindi necessario per accedere alla discussione della tesi e al conseguimento della laurea. L’iscrizione all’Ordine è possibile subito dopo la laurea, superato l’Esame di Stato.

Il corso CTF (Chimica e tecnologie farmaceutiche) quinquennale consente l’iscrizione all’Ordine dei Farmacisti solo dopo lo svolgimento di un praticantato di 6 mesi e il superamento dell’Esame di Stato.

Il praticante in farmacia generalmente è un professionista già abilitato e iscritto all’albo e non un tirocinante. Il tirocinio infatti fa parte del corso di studi, a differenza di quanto accade per altre professioni per le quali  è finalizzato al conseguimento dell’abilitazione. Pertanto, la pratica professionale viene svolta come prestazione di lavoro autonomo – seppur ancora con finalità di apprendimento - e si ritiene corretto che possa prevedere un equo compenso.

La pratica professionale altro non è che il concreto esercizio dell’attività del farmacista  al fine di far acquisire le necessarie cognizioni per il corretto esercizio della professione. Non esiste una posizione funzionale di “praticante”, pertanto chi svolge la pratica professionale in una farmacia la svolge o come “collaboratore” o come “direttore”, essendo queste le uniche due posizioni funzionali che un farmacista può ricoprire.

In base a quanto previsto dall'art. 6 della legge 892/1984 la pratica professionale deve essere svolta per un periodo di due anni (continuativi o cumulativi se con brevi interruzioni).

Dove si può svolgere?

Presso farmacie pubbliche o private, aperte al pubblico o interne ospedaliere, civili o militari.

Deve comunque trattarsi di una vera e propria farmacia. Non è invece valida, ai fini della pratica professionale, l'attività prestata in strutture diverse dalla farmacia quale che sia la loro denominazione.

È valida la pratica professionale prestata all'estero?

L’attività professionale prestata nei Paesi dell'Unione Europea è equiparata e riconosciuta a quella svolta in Italia, quindi valida ai fini della valutazione dei titoli relativi all'esercizio professionale. 

Peraltro, il Ministero della Sanità,  ha evidenziato che il riconoscimento della pratica professionale è subordinato ad una rigorosa verifica mirata a documentare e provare lo svolgimento effettivo della pratica stessa all'estero con le garanzie previste in Italia. 

È valutabile tra i titoli relativi all'esercizio professionale?

La pratica professionale, sostanziandosi nell'esercizio di attività professionale, ancorché fosse prestata a titolo gratuito, è certamente valutabile tra i titoli relativi all'esercizio professionale ai fini della determinazione del punteggio nei concorsi. Il relativo punteggio sarà quello del direttore o collaboratore di farmacia, a seconda delle mansioni svolte.