Varie tipologie di CV

 

È possibile dire le stesse cose in modo diverso? Certamente sì…allora esistono anche diverse tipologie di curriculum, ciascuno dei quali evidenzia alcuni specifici aspetti del profilo del candidato.

Non si tratta di modifiche in funzione del destinatario come abbiamo visto nella sezione “Strumenti di auto presentazione e cv su misura” o di semplici cambi estetici e grafici. Si tratta di inserire tutte le informazioni sul candidato ma organizzate in modi diversi per evidenziare alcuni aspetti piuttosto che altri, per valorizzare le esperienze professionali e quanto acquisito con esse oppure per step cronologici di carriera. 

 

Il Curriculum Vitae cronologico

È il più utilizzato. Tutti i dati del candidato vanno inseriti in ordine cronologico. È consigliabile farlo partendo dai dati più recenti (ultimi titoli di studio conseguiti, ultima o attuale esperienza lavorativa, recenti certificazioni, riconoscimenti etc..) per proseguire con le informazioni precedenti.

È composto da una lista cronologica delle esperienze precedenti. Include principalmente obiettivi professionali, studi e formazione e soprattutto esperienze lavorative. È efficace se le attività recenti di lavoro e di studio sono effettivamente legate al lavoro per cui ci si candida.

Come abbiamo detto è molto diffuso perché utilizzato sia da persone con esperienza che da giovani in cerca di prima occupazione. Scegliere questo formato porta a vantaggi e svantaggi:

  • Vantaggi: facile e intuitivo da leggere per chiunque, utile per chi ha un'esperienza di lavoro lunga e diversificata o un percorso molto specialistico di formazione e lavoro. Anche in assenza di esperienze di lavoro, presenta in modo chiaro gli step formativi nel tempo
  • Svantaggi: mette in risalto le interruzioni di studio o di carriera che potrebbero essere oggetto di approfondite domande in un eventuale colloquio

 

Il Curriculum Vitae per competenze o funzionale

Le informazioni all’interno del Cv funzionale sono distribuite per tema o argomenti. Vengono specificati i ruoli, gli obiettivi, le sfide e i risultati raggiunti in ogni step di carriera o formazione.

In sostanza vengono evidenziate le competenze, in modo che i responsabili delle risorse umane possono avere un’idea delle capacità del candidato e se tali capacità corrispondano a quanto stanno cercando.

Per posizioni rilevanti, con molti anni di esperienza, le aziende infatti danno importanza a ciò che un candidato sa fare, rispetto alla formazione (magari ormai lontana): nel CV per competenze vengono proprio messi in evidenza i risultati conseguiti dal candidato e tutto ciò che l’ha portato a sviluppare specifiche abilità e competenze. 

  • Vantaggi: per esperienze complesse e diversificate, o maturare in contesti poco noti alla maggior parte dei selezionatori, quindi è necessario mettere in rilievo il contenuto del proprio ruolo più che il titolo o il nome dell’azienda
  • Svantaggi: non efficace se si ha una breve esperienza lavorativa. Si rischia di essere lunghi nelle descrizioni

 

Il CV in formato europeo

Il CV europeo o Europass è un modello standard di cv misto ovvero organizzato in ordine cronologico ma che evidenzia anche le competenze e le caratteristiche personali.

È un format con campi da compilare, preimpostati che aiutano a non dimenticare dati, ad essere chiari e dettagliati, ad evidenziare in modo schematico e completo tutte le informazioni più interessanti per i selezionatori. Chi lo legge è notevolmente facilitato dal fatto che il modello è standard, uguale per tutti, pertanto dopo averne visti 3 o 4 diventa veloce trovare le informazioni che interessano.

  • Vantaggi: è quasi sempre obbligatorio per partecipare a bandi o concorsi della Pubblica Amministrazione  in Italia, è riconosciuto e quindi facilita la ricerca di lavoro all’interno dei paesi dell’Unione Europea
  • Svantaggi: la struttura e la grafica sono piuttosto rigidi perché cercano di standardizzare l’organizzazione dei dati. Mette in risalto le interruzioni di studio o di carriera, e troppe sezioni per giovani in cerca di prima occupazione che rischiano di rimanere vuote