30.Nov.2017

Legge di Bilancio. La farmacia dei servizi non riesce a decollare

Tra gli emendamenti respinti dalla Commissione Bilancio, figurano anche due proposte a prima firma Andrea Mandelli (FI) e Luigi d'Ambrosio Lettieri (Dit) riguardanti le farmacie.
 
Il primo emendamento, riprendeva quanto già proposto nell'ambito dell'esame del Ddl Lorenzin (con un emendamento prima approvato dal Senato e poi bocciato dalla Camera), prevedendo una modifica al vecchio testo unico delle leggi sanitarie del 1934 che avrebbe permesso l’attività all’interno delle farmacie di altri professionisti della salute, escludendo solo quelli abilitati alla prescrizione di farmaci e cioè i medici e i veterinari.
 
Una proposta in linea con quanto previsto dalla legge sulla farmacia dei servizi del 2009 che consente appunto la presenza in farmacia di altre figure sanitarie per l’erogazione di diversi servizi ai cittadini.

Il secondo emendamento, riguardava invece direttamente la farmacia dei servizi e prevedeva l’avvio di una sperimentazione di questo presidio, previsto appunto fin dal 2009 ma poi mai avviato per mancanza di risorse ad hoc.
 
La proposta stanziava  6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per l'avvio di una sperimentazione in tre regioni (una del Nord, una del Centro e una del Sud) per la remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale.
 
In ambedue i casi, a quanto risulta al nostro giornale, su tutte e due le proposte c’era il placet del ministero della Salute con tanto di relazione tecnica di accompagnamento ai due emendamenti trasmessa dalla Salute al Mef. Ma poi alla fine l’atteso si dall’Economia non è arrivato e anche queste due proposte sulla sanità, come molte altre, in primis l’aumento delle accise sui tabacchi e la piramide dei ricercatori, non sono state avvallate.

 

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