27.Nov.2017

Caduceo d’oro 2017. Quest’anno il premio è andato al presidente di Farmindustria e al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno

L’Italia è tra i primi Paesi europei per qualità delle pubblicazioni scientifiche in ambito medico e farmacologico e per produzione farmaceutica, nonché per buoni livelli di cura. Ma le risorse sono insufficienti tanto che spendiamo la metà delle risorse degli altri Paesi europei. Il budget troppo basso si scontra con la necessità di assicurare a tutti i cittadini l’accesso alle cure sempre più innovative e alla prevenzione, tenuto conto del contesto in cui si declinano le sfide dell’immediato futuro: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, delle non autosufficienze e dei fattori di rischio, tra obesità, fumo, alcol e antibiotico-resistenza.

Di qui l’ulteriore conferma che occorre mettere subito mano ad una ristrutturazione concreta e credibile del sistema sanitario nazionale, che passa attraverso una nuova governance per restituire appropriatezza, efficacia ed efficienza alla prestazione socio sanitaria, una riforma della sanità integrativa, una migliore e più efficace regolamentazione tra sistema pubblico e privato, una proficua collaborazione interprofessionale e la lotta senza quartiere a corruzione e sprechi.

È, in sintesi, la fotografia emersa dalla tavola rotonda su “Welfare negli anni della crisi – politiche per la salute e accesso al farmaco” organizzata nell’ambito del Caduceo d’oro dall’Ordine dei Farmacisti di Bari e Bat a Bari. Aperto dallo studio sullo stato di salute del ssn della Sda Bocconi presentato dal prof. Castaldo, il dibattito ha acceso i riflettori sulla condizione di logoramento, profonda sofferenza e crisi strutturale in cui si trova il ssn, caratterizzato da una sanità a macchia di leopardo, con ben 7 regioni al di sotto della soglia che garantisce i Lea e un Sud sempre più penalizzato nonostante la professionalità degli operatori sanitari e le non poche eccellenze.

“Se aumentano in maniera vertiginosa sia le persone che rinunciano a curarsi soprattutto per problemi economici, sia quelle costrette a ricorrere al privato, anche indebitandosi, per tempi di attesa lunghissimi e difficoltà di accesso alle terapie, significa che non siamo più di fronte ad un sistema virtuoso e universale, ma ad un sistema iniquo che deve essere corretto”, ha sottolineato il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine interprovinciale dei Farmacisti Bari e Bat e vice presidente Fofi, “Anche l'investimento che si fa per le cronicità, l'assistenza agli anziani, la disabilità, la prevenzione è insufficiente e la legge sui nuovi Lea si carica di contraddizioni laddove scopre il fianco alla incertezza su risorse e valore scientifico delle prestazioni.
 
Un modello basato sulla sinergia tra pubblico e privato, con una rete territoriale che si avvalga del ruolo strategico della farmacia dei servizi e sanità integrativa è senz’altro una strada da imboccare per tornare ad assicurare a tutti i cittadini il diritto alla tutela della salute. Non solo. È evidente come la frontiera delle terapie e dei farmaci innovativi - dai costi altissimi - si incroci con quella della universalità delle cure, da una parte, considerato che proprio dalla innovazione arrivano le migliori risposte che danno prospettive di guarigione alle malattie e di qualità alla vita dei malati. E della sostenibilità dall’altra, atteso che garantire la sostenibilità della innovazione è condizione necessaria per garantire il diritto universale alla tutela della salute.
 
Di qui si impone un nuovo corso anche per la governance del farmaco a livello nazionale, europeo ed extraeuropeo. In questo quadro”, ha concluso, “emerge con chiarezza come la sfida, in particolare quella della innovazione, che investe e impegna le istituzioni e i professionisti della sanità, sia anche di natura etica e antropologica, ma anche sociale e ambientale, oltre che economico-finanziaria”.

“La sfida della farmacia dei servizi in questo contesto” ha affermato il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, “si gioca in particolare sui servizi cognitivi che il professionista farmacista può offrire. Quello dell’aderenza terapeutica, per esempio, è un capitolo fondamentale che va sostenuto con più forza a beneficio della comunità e del sistema”.

Il prestigioso riconoscimento del Caduceo è stato assegnato quest’anno al presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi e al direttore del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno" - testata che quest’anno festeggia 130 anni di informazione - Giuseppe De Tomaso.

“Sono orgoglioso di ricevere questo prestigioso premio conoscendone l’importanza, la storia e il valore - ha detto Scaccabarozzi -. E voglio ringraziare vivamente, per la stima e il riconoscimento, coloro che me lo hanno assegnato. Mi fa piacere ritirarlo come rappresentante di un’industria, quella farmaceutica, in prima linea per la salute dei cittadini. Le imprese del farmaco rappresentano un volano di sviluppo economico, per produzione ed export, e occupazionale, con addetti qualificati tra cui molti giovani e donne. E sono l’avanguardia dell’innovazione, anche in Italia, grazie alle tante eccellenze nel biotech, nei vaccini, nelle terapie avanzate, negli emoderivati, nei farmaci orfani. Un’innovazione che, insieme a una tecnologia che fa passi da gigante, presto scardinerà vecchi paradigmi. Con il farmaco che diventa un processo, si fonde con i dispositivi e i servizi digitali, mentre la genomica sposa i Big data per puntare veloce alla medicina personalizzata. L’Italia, come riconosciuto anche a livello internazionale, ha avuto negli ultimi anni politiche tra le più innovative in Europa nell’ambito della sanità. Manca l’ultimo miglio, una governance ancora più moderna che premi l’innovazione, superi il concetto dei tetti e consideri la spesa farmaceutica come un investimento in un sistema che valorizzi anche i costi evitati.”

Sono intervenuti Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bari; Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma; Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva; Giovanni Gorgoni, direttore generale / commissario straordinario AReS Puglia; Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani; Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria; Marco Vecchietti, consigliere delegato RBM Assicurazione Salute spa. Il dibattito è stato coordinato dal giornalista Rai, Francesco Giorgino. 

 

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