Esperienze di lavoro all’estero per i laureati in farmacia

 

Un’esperienza lavorativa all’estero può essere una buona opportunità per tutti coloro che desiderano ampliare i propri orizzonti professionali. 

Grazie alla direttiva 2005/36/CE e successive modificazioni e integrazioni (la più recente è la 2013/55/UE) questa opportunità appare decisamente concreta: infatti la direttiva ha portato a termine l’aggiornamento delle regole sul reciproco riconoscimento della qualifica professionale di farmacista, sancendo il pieno diritto alla libera circolazione all’interno dell’UE

La direttiva, oltre ad ampliare le attività professionali del farmacista, prevede probabilmente anche per le professioni sanitarie l’introduzione della tessera professionale europea (le professioni per le quali sarà possibile richiedere la tessera verranno individuate dalla Commissione europea con gli Atti di esecuzione); la tessera potrà permettere, a chi la richiederà, di usufruire di un processo semplificato di riconoscimento.

Il principio della libera circolazione sottostà però ad alcune regole di riconoscimento della qualifica professionale, che variano da paese a paese. Sul sito del Ministero della Salute viene spiegato che “i farmacisti interessati devono rivolgersi direttamente all’autorità competente del Paese dove intendono lavorare”. 

Nel caso venisse richiesto, il Ministero della Salute rilascia un certificato di "Good professional standing”: la modulistica è reperibile a questo indirizzo.

La formazione di farmacista a livello europeo garantisce l'acquisizione da parte dell'interessato di adeguate conoscenze e competenze relativamente a:

  • medicinali e sostanze utilizzate per la loro fabbricazione;
  • tecnologia farmaceutica e controllo fisico, chimico, biologico e microbiologico dei medicinali;
  • metabolismo ed effetti dei medicinali, azione delle sostanze tossiche e utilizzo dei medicinali stessi;
  • valutazione dei dati scientifici concernenti i medicinali in modo da poter fornire le informazioni appropriate;
  • requisiti legali e di altro tipo in materia di esercizio delle attività farmaceutiche.

Per i laureati in Farmacia/CTF, tra le nazioni più consigliate per la ricerca di un impiego ci sono la Germania e le nazioni del Nord Europa come Danimarca, Svezia e Norvegia

Per quanto riguarda il Regno Unito, spesso meta degli italiani, al momento pare che la richiesta di farmacisti si sia abbassata. Può essere però interessante valutare un periodo di studio per diventare pharmacist prescriber (farmacista prescrittore), una figura professionale ancora poco diffusa. Qui trovate maggiori informazioni a riguardo. 

Se l’idea è di uscire dall’Europa, i processi burocratici si fanno più complessi e richiedono in media 6 mesi di tempo. 

Negli Stati Uniti bisogna superare un test impegnativo (NAPLEX), il cui valore è riconosciuto solo nello stato in cui ci si trova (un certificato ottenuto a New York, ad esempio, non ha valore a Washington). Qui maggiori informazioni. 

Un analogo iter è richiesto per lavorare in Australia, dove bisogna superare un test (APEC). Qui maggiori informazioni. 

Sia che si decida di rimanere in Europa o di attraversare l’oceano, un aspetto che risulta fondamentale è la conoscenza della lingua del paese che si sceglie. Conoscenza non solo del linguaggio clinico, ma in generale di tutti gli aspetti linguistici, in modo da non pregiudicare un corretto e trasparente rapporto con il cliente.

Visitate la pagina “Panoramica nazioni europee” se desiderate trovare informazioni su molti paesi europei relativamente al tema dell'occupazione e a quello del riconoscimento del titolo